Bando 2022 Prot. 2022XYHRRL
Parlare di inclusione scolastica significa interrogare uno dei nodi più sensibili della scuola italiana: il rapporto tra principi comuni, differenze territoriali e possibilità concrete di garantire equità educativa. I contributi raccolti in questo volume, maturati nell’ambito del progetto PRIN Evaluating School Inclusion a partire da studi qualitativi, affrontano questa sfida osservando la governance dell’inclusione nel vivo delle pratiche scolastiche, delle scelte organizzative, delle relazioni con il territorio e dei processi valutativi.
Cosa significa, oggi, sentirsi capaci di includere? Questo volume affronta una delle questioni più rilevanti del dibattito sull’inclusione scolastica: la percezione di autoefficacia degli insegnanti. A partire dai risultati di un’indagine empirica condotta nel quadro del progetto PRIN Evaluating School Inclusion, il testo propone di leggere l’inclusione non solo come principio normativo o insieme di pratiche, ma come esperienza professionale situata, che prende forma nelle condizioni del lavoro docente. Attraverso l’analisi delle relazioni tra atteggiamenti, formazione, esperienza e contesto organizzativo, emerge come il sentirsi (o non sentirsi) capaci di includere non sia un limite individuale, ma un segnale delle condizioni in cui l’azione educativa si realizza. La distanza tra mandato inclusivo e risorse disponibili rende visibili i disallineamenti tra principi dichiarati e pratiche effettive. L’autoefficacia inclusiva diventa così una chiave per leggere la qualità dei contesti scolastici e la sostenibilità dell’inclusione nel lavoro quotidiano. Il volume si rivolge a insegnanti, dirigenti, formatori e ricercatori interessati a comprendere, oltre le dichiarazioni di principio, cosa può rendere davvero possibile l’inclusione nelle scuole.
In a context where school inclusion is too often reduced to slogans or bureaucratic formalities, this book digs into the concrete practices, daily tensions and compromises that make inclusion a fragile, situated and far-from-obvious process.
Drawing on qualitative research carried out in Calabria—a territory that exposes, more than others, the limits of universalistic models—the volume shows how inclusion is built in the details: in informal gestures, micro-mediation work, gaps left by public services, and the school’s ability to reinvent itself in the face of needs that far exceed its educational mandate.
Far from offering ready-made solutions, Do Not Exclude captures the complexity of a system that proclaims inclusion while still operating through selective logics, implicit hierarchies and classificatory devices that reproduce inequalities as much as they attempt to compensate for them. What emerges is a clear, at times uncomfortable picture of schools acting as frontline social institutions, burdened with responsibilities they were never meant to bear and forced to compensate for the absence of stable territorial welfare structures.
A critical and necessary contribution that restores voice to those working on the ground and invites us to rethink inclusion as an institutional practice—rather than a rhetorical commitment.
Questo libro nasce dall’ascolto di chi pratica quotidianamente l’inclusione scolastica in contesti segnati da fragilità organizzative e territoriali. Attraverso interviste a dirigenti scolastici, docenti, operatori dei servizi sociali e attori istituzionali, il volume analizza i processi di inclusione in Calabria come esperienze concrete, attraversate da tensioni, adattamenti e scelte quotidiane. Lontano da definizioni astratte e modelli prescrittivi, l’inclusione emerge come un equilibrio instabile, fatto di micro-decisioni, mediazioni informali e pratiche di “manutenzione” educativa che rendono possibile la partecipazione, spesso ai margini dei dispositivi formali. Le narrazioni raccolte mettono in luce lo scarto tra politiche e pratiche, tra ciò che è previsto e ciò che accade nei contesti scolastici e territoriali. Il territorio non è uno sfondo neutro, ma un attore che incide sulle forme dell’inclusione. Ne risulta un processo discontinuo, esposto a interruzioni e ripartenze, che richiede competenze relazionali e responsabilità condivise. Senza proporre modelli generalizzabili, il libro offre una lettura sociologica delle pratiche quotidiane dell’inclusione scolastica.
Questo numero di Quaderni di Comunità presenta l’inclusione non come una semplice pratica tecnica per gestire i “bisogni speciali”, ma come una sfida politica ed etica che impone un radicale cambio di paradigma: non è più l’individuo a doversi adattare al sistema, ma l’ambiente educativo a doversi trasformare per accogliere la diversità come valore fondante.
Questa rassegna bibliografica raccoglie e analizza 100 opere selezionate a livello nazionale e internazionale, restituendo una mappa critica dei principali contributi teorici, normativi e operativi che oggi definiscono il dibattito sull’educazione inclusiva. Per ciascun titolo è stata predisposta una scheda analitica strutturata che comprende le caratteristiche editoriali, l’impianto metodologico, il contesto di riferimento e una sintesi critica che ne evidenzia il target e le potenzialità applicative, offrendo al lettore chiavi di lettura chiare e immediate per un utilizzo consapevole nella formazione, nella didattica e nella governance educativa. Il volume si rivolge a docenti, dirigenti scolastici, ricercatori, formatori, educatori, studenti e decisori politici, ma anche a chiunque desideri comprendere cosa significhi costruire ambienti scolastici più equi, partecipativi e realmente inclusivi. Una guida critica e aggiornata per trasformare il concetto di inclusione in pratica educativa concreta, valutabile e condivisa.
School inclusion is an educational philosophy that ensures every student—regardless of abilities, circumstances, or social conditions—is actively engaged in learning. It values diversity and embraces differences, yet in practice schools often remain tied to “integration,” a model of assimilation that adapts students to structures designed for the majority.
This article highlights the need to assess inclusion policies both within schools and across the wider system, with a focus on the Italian context. Effective evaluation is complex, requiring shared methodological frameworks. Building on the OECD proposal (Mezzanotte & Calvel, 2023), it calls for broader, deeper indicators to truly measure and advance inclusive education.
Keywords: School, Sociology, Inclusive Education, Methods, Indicators, Assessment.